“Ci troviamo di fronte a un episodio di una gravità inaudita che lascia sgomenti ed esige una condanna fermissima, senza appello e senza sconti. Di solito, di fronte ai disagi e alle devianze giovanili, chiediamo a gran voce investimenti nella scuola, nella cultura e nella prevenzione. Ma questa volta a sferrare le coltellate e a ridurre in fin di vita un ragazzino di soli 13 anni sono stati due adulti di 34 e 20 anni. Un fatto mostruoso che non può trovare alcuna giustificazione”. Così Ciro Buonajuto, consigliere regionale di Casa Riformista e presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali con delega alla Sicurezza, commenta la drammatica aggressione avvenuta nel parcheggio del centro commerciale Campania di Marcianise, per la quale i Carabinieri hanno fermato due uomini con l’accusa di tentato omicidio.
“Gli adulti dovrebbero avere la responsabilità di guidare i giovani, di insegnare loro il valore del rispetto, del dialogo e della legalità. Invece, per una lite tra ragazzini, due uomini si inseriscono e arrivano ad accoltellare al torace un bambino che ora lotta in un letto d’ospedale. Chi compie un’azione del genere rappresenta la peggiore espressione della nostra società e deve essere giudicato con la massima severità dalla magistratura”, prosegue Buonajuto. “Soggetti del genere sono un pericolo pubblico e devono essere immediatamente allontanati dai minori: va valutata senza esitazioni la revoca della potestà genitoriale, perché chi usa la violenza in questo modo non può insegnare nulla ai propri figli se non l’inciviltà e il crimine. I nostri ragazzi vanno protetti e isolati da figure simili. Ed è proprio per questo che la scuola diventa oggi ancora più fondamentale: dobbiamo dare ai giovani gli strumenti culturali per sviluppare un senso critico forte, per far capire loro che comportamenti del genere sono inaccettabili e che la violenza va contrastata con ogni mezzo. Aiutare le nuove generazioni a riconoscere e rifiutare questi modelli malati è la strada maestra da seguire per difendere la nostra comunità”, conclude Buonajuto.
















